venerdì 10 febbraio 2012

Appello ai moderati di Palermo

Ci sono orizzonti comuni a cui oggi in Italia come a Palermo guardano persone che si ritrovano in entrambi gli schieramenti nei quali il bipolarismo ha diviso il sistema politico e la pubblica opinione. L’orizzonte di una comune patria europea che non smarrisca la consapevolezza delle proprie radici spirituali, cristiane e laiche, fondate sulla centralità della persona. L’orizzonte di una libertà costruita sulla responsabilità, fonte di perenne promozione umana per tutto il mondo, non inquinata dall’ambiguità di un relativismo culturale e morale che rischia di sterilizzare l’identità dell’Occidente. L’orizzonte di un rapporto tra l’uomo e lo Stato nel quale, come sempre ricordavano De Gasperi e Sturzo, venga sempre assicurato il primato dell’uomo. 

L’orizzonte del rinnovamento del Welfare per salvarlo e preservarlo per le generazioni future. L’orizzonte in cui le energie di ogni singolo individuo possano dare il loro libero contributo alla società senza essere schiacciate dalla pervasività della mano pubblica. Infine, l’orizzonte di una cultura politica capace di privilegiare il dialogo e di ricomporre uno spirito civico. In altre parole, gli orizzonti che avvicinano i moderati, cioè coloro che pensano alle soluzioni possibili, che preferiscono affrontare i problemi, che provano fastidio per la propaganda, che hanno fiducia nel futuro, che non hanno paura degli argomenti dell’interlocutore, che sentono l’urgenza di abbattere i pericolosi steccati che il Novecento ha lasciato. Ci rivolgiamo dunque ai moderati che hanno finora scommesso sui diversi tavoli.

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